{"id":325,"date":"2022-06-11T08:47:20","date_gmt":"2022-06-11T06:47:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/?p=325"},"modified":"2022-06-11T09:47:16","modified_gmt":"2022-06-11T07:47:16","slug":"e-arrivato-il-logopedisto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/?p=325","title":{"rendered":"\u00c8 arrivato il Logopedisto !"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per decine di anni ho avuto solo colleghe donne. Ai convegni di Logopedia, tutte donne. Solo in apertura dei lavori, arrivava immancabilmente il Direttore di qualche Dipartimento,  il Primario, il Coordinatore delle Professioni Sanitarie&#8230;.faceva gli auguri a tutte e ci lasciava a confrontarci su qualcosa di evidentemente, allora, poco appealing per il genere maschile. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo una volta in cui una collega neurologa decise di accompagnarmi ad un Convegno Internazionale di Logopedia (lei usava presentarsi come &#8220;il neurologo&#8221;). Quando varcammo la porta dell&#8217;enorme sala stigmatizz\u00f2 le chiome lunghe presenti, rimarcando l&#8217;eccessiva omologazione di genere. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le feci notare che il contrario succedeva SEMPRE nei convegni medici nei quali mi portava lei, da anni, dove spiccava l&#8217;assenza di donne sul palco (senza che lei lo notasse). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Personalmente fino a una decina di anni fa ho conosciuto un solo collega, che purtroppo ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ragioni di questa scarsa rappresentativit\u00e0 maschile sono tante e tipiche delle professioni di cura, in particolare di quelle che sono state per anni ancelle della Medicina  (come la Riabilitazione) e a lungo  lungo relegate nel calderone della &#8220;manovalanza che agisce al di l\u00e0 della scientificit\u00e0&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi anni &#8217;90 nelle Cliniche Universitarie (almeno a Genova) sentivi definire i fisioterapisti &#8220;spadellatori&#8221; e noi logopediste alla stregua di &#8220;maestrine&#8221;. Poi, quando la professione ha raggiunto una maggiore validazione istituzionale (ora siamo tutt@ Dottori e Dottoresse !) sono arrivati i primi giovani uomini e per fortuna il gap  di rappresentativ\u00e0 si sta riducendo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ho dati italiani, ma secondo l&#8217; <em>Health and Care Professions Council<\/em> inglese, negli UK nel 2020 c&#8217;erano solo 522 logopedisti su un totale di 16.517 dipendenti. Un collega inglese sul numero di luglio 2020 del Bulletin (The Official Magazine of the Royal College of Speech and Language Therapist) scrive  che a suo parere la questione della diversit\u00e0 di genere deriva, in parte, dal fatto che la maggior parte dei logopedisti tende ad essere di classe media. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia credo abbia pi\u00f9 a che fare con la questione del pregiudizio atavico secondo il quale la donna \u00e8 pi\u00f9 portata ad esprimere cura, basti pensare alle parole di Gregorio Maranon  che attribuisce alla femminilit\u00e0 la capacit\u00e0 di rispondere ai bisogni che l\u2019animo maschile, con le sue prolunghe tecnologiche, non sa cogliere (<em>&#8220;Nessuno dei rimedi nostri, poveri medici, ha il meraviglioso potere di una mano di donna che si posi su una fronte indolenzita. In quel decisivo momento, la scienza scompare; ed \u00e8 sopra la donna, piena di mondo, che si appoggia l\u2019angoscia di colui che va addentrandosi nella solitudine senza rive dell\u2019aldil\u00e0<\/em>&#8220;).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la specificit\u00e0 di genere non \u00e8 mai una cosa bella e in sanit\u00e0 \u00e8 spesso causa di conflitti. \u00ab<em>I saperi spontanei delle donne, il loro contatto storico con il corpo e con la cura, diventano attributi \u00abbassi\u00bb, contro un \u00abalto\u00bb che \u00e8 tecnica scientifica \u00aboggettiva\u00bb e \u00abpura\u00bb [&#8230;] Tutto ci\u00f2 che chiama in causa, nell\u2019operativit\u00e0 quotidiana, l\u2019approccio e lo stile femminile, l\u2019esperienza e la cultura delle donne, viene rifiutato come poco professionale, squalificante o di disturbo per un\u2019identit\u00e0 asessuata, asettica, depurata dal genere&#8221;<\/em>&nbsp;(G.&nbsp;Badolato&nbsp;(a cura di),&nbsp;<em>Le donne nelle professioni d&#8217;aiuto<\/em>, Borla, Roma 1993.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora le cose stanno cambiando. Dobbiamo quindi fare un re-framing anche rispetto al linguaggio che usiamo per definire i\/le professioniste? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come sempre, quando si tratta di socio-linguistica, viene in aiuto l&#8217;ottima Vera Gheno che spiega l&#8217;esistenza di nomi epic\u00e8ni, ossia ambigeneri, per i quali basta modificare l&#8217;articolo &#8211; e tutti gli accordi all&#8217;interno della frase &#8211; per cambiare il genere. \u00c8 il caso del nome &#8220;logopedista&#8221; che  appartiene a quella categoria di epiceni per i quali la differenza di genere torna comunque fuori al plurale: logopedisti\/logopediste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti questi sostantivi rimangono tali e quali al maschile e al femminile (per questo non diciamo logopedisto), basta cambiare gli accordi attorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, no, non diremo mai &#8220;\u00c8 arrivato il logopedisto!&#8221;. Ma neanche diremo i logopedisti, per definirci tutt@. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se lo faremo, chiederemo una deroga speciale come faccio io tutte le volte che parlo e mi scuso per il fatto di usare il maschile sovraesteso. Dico che \u00e8 per essere pi\u00f9 comprensibile, ma forse \u00e8 solo pigrizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Breve riflessione sulla specificit\u00e0 di genere in Logopedia e sul linguaggio in mutazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,9],"tags":[74,76,61,16,75],"class_list":["post-325","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dei","category-logopedia","tag-genere","tag-inclusione","tag-inclusivita","tag-logopedia","tag-logopedista"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/325","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=325"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/325\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":329,"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/325\/revisions\/329"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=325"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=325"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.logopediainclusiva.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=325"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}